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Ma cosa è realmente una pandemia?

Un’epidemia nasce quando un’agente infettivo, oltre ad aver infettato un primo soggetto[1], sfugge dal controllo dei sistemi di sorveglianza sanitaria e sfocia in una malattia infettiva in grado di incidere su larga scala.

Una malattia infettiva è una patologia causata da agenti microbici che entrano in contatto con un individuo, si riproducono e causano un’alterazione funzionale: la malattia è quindi il risultato della complessa interazione tra il sistema immunitario e l’organismo estraneo. I germi che causano le malattie infettive possono appartenere a diverse categorie e principalmente sono virus, batteri o funghi;  normalmente sono i virus i principali responsabili delle infezioni.

Attualmente si stima che in natura esistano circa 1.500.000 agenti infettivi che non siano ancora stati controllati e studiati della comunità scientifica; in qualsiasi momento un qualsiasi agente infettivo potrebbe attaccare un essere umano e sfociare in un’epidemia senza sapere né come né dove attaccherà.

Un virus[2] è fondamentalmente un aggregato di molecole organiche, formato da una molecola di acido nucleico, la quale può essere composta da Dna oppure Rna a filamento singolo o doppio, racchiuso in un involucro di natura proteica. Un virus per potersi moltiplicare deve entrare all’interno di una cellula vivente, in modo da sfruttare le sue materie prime e tutto il materiale biosintetico (ribosomi, atp, ecc….).

I virus hanno la caratteristica di essere altamente specifici: possono infettare solamente le cellule che possiedono sulla propria superficie determinati recettori. Legatisi tramite le proteine del capside a questi recettori, i virus possono entrare nelle cellule ospiti in modi diversi: la maggior parte inietta nella cellula solo il proprio acido nucleico, abbandonando il capside[3] sulla superficie cellulare; altri entrano invece per intero nella cellula, liberando il loro acido nucleico solamente una volta entrati.

Una volta entrati all’interno della cellula ospite, il virus deve essenzialmente:

  • replicare[4] il proprio genoma;
  • produrre i propri elementi costitutivi (proteine);
  • auto assemblarsi.

I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus, chiamati così per le punte a forma di corona che hanno le proteine superficiali (“spike”) del virus; sono molto comuni in molte specie animali e, in alcuni casi, possono causare zoonosi[5], cioè possono essere trasmessi tra animali e persone[6].

Numerosi coronavirus che circolano negli animali sono conosciuti da tempo e non hanno evidenziato capacità di infettare l’uomo.

Dal punto di vista molecolare, gli aspetti che consentono ai coronavirus di infettare diverse specie animali e l’uomo possono dipendere da:

  • Modifiche e mutazioni nella proteina superficiale del virus che funge da recettore (le punte o “spike” del virus) e favorisce l’attacco del virus ai recettori delle cellule del nuovo ospite ed il suo ingresso nella cellula per replicarsi.
  • Possibilità di ingresso nella cellula indipendente dal legame tra proteina virale e recettore come via alternativa per la trasmissione tra le diverse specie animali e l’uomo.

Il tempo che intercorre tra il contatto tra un microbo e il corpo umano fino all’apparire dei sintomi viene chiamato “periodo di incubazione”, che è diverso a seconda della malattia infettiva e dipende dai rapporti che si instaurano tra il germe e l’ospite[7]. Durante il periodo di incubazione si parla anche di “infezione”, ovvero della presenza di agenti microbici che si riproducono all’interno dell’organismo. L’infezione può decorrere senza sintomi e in quel caso si parla di “infezione asintomatica”. Se invece compaiono dei sintomi, si instaura una “malattia”[8].

Il nuovo coronavirus[9] SARS-CoV2[10], è il responsabile della malattia Covid-19.

La pericolosità del nuovo coronavirus nasce principalmente dal fatto di essere “nuovo”; per questo motivo gli esseri umani non sono in grado di creare anticorpi mirati per debellare il virus poiché il sistema immunitario[11] non è in grado di riconoscerlo e combatterlo tempestivamente.

Il virus causa una malattia respiratoria (come l’influenza) con sintomi quali tosse, febbre e, nei casi più gravi, polmonite.

Il nuovo coronavirus si diffonde principalmente tramite contatto diretto con una persona infetta che tossisce o starnutisce, oppure tramite gocce di saliva o secrezioni nasali.

Attualmente non esiste un trattamento specifico per la malattia causata da un nuovo coronavirus. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente. La terapia di supporto può essere molto efficace. Terapie specifiche sono ancora in fase di studio.

Il paziente guarito è colui il quale risolve i sintomi dell’infezione da Covid-19 (febbre, rinite, tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria, polmonite) e che risulta negativo al tampone molecolare.

Il 18 ottobre 2019 il John Hopkins Center for Health Security in collaborazione con il World Economic Forum e la Fondazione Bill & Melinda Gates hanno presentato a New York una simulazione di pandemia globale da coronavirus; viene simulata la crisi sanitaria che si diffonde in tutto il mondo partendo dal Brasile con il fine di mostrare gli enormi costi economici e di vite umane legati alla diffusione dei virus.

Saranno questi i dati che si replicheranno a fine pandemia da Covid-19?

L’evento simula lo scoppio di un nuovo coronavirus zoonotico trasmesso prima dai pipistrelli ai maiali, successivamente riesce ad infettare le persone e diventando altamente trasmissibile.

Lo scenario termina dopo 18 mesi, con 65 milioni di morti e con tutti i paesi del mondo colpiti sia sul piano sociale che sul piano economico. 

La finalità di questa simulazione estrema è stata quella di far capire la reale necessità di un coordinamento a livello internazionale e di mostrare i costi di una pandemia non controllata e non adeguatamente gestita.

  1. Endemica, epidemica o pandemica?

Nella maggior parte dei casi le malattie si propagano ad aree geografiche ampie partendo da un focolaio di infezione, nel caso di Sars-CoV2 il focolaio è nato nella provincia di Wuhan, in Cina ed è stato identificato per la prima volta alla fine di Dicembre 2019.

L’11 Marzo l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò che il Covid-19 è diventato una pandemia.

In caso di malattie infettive per «focolaio» s’intende l’improvviso aumento di casi di una determinata malattia all’interno di un’area geografica circoscritta e ben definita. Pure un singolo caso di una malattia trasmissibile che per lungo tempo non è insorta o non è mai stata riscontrata può rappresentare un focolaio.


In base allo stadio di avanzamento della diffusione, le malattie vengono classificate in 3 modi principali:

  • Endemica; una malattia si considera endemica quando l’agente responsabile è stabilmente presente e circola nella popolazione, manifestandosi con un numero di casi più o meno elevato ma uniformemente distribuito nel tempo.
  • Epidemica; si verifica quando un soggetto ammalato contagia più di una persona e il numero dei casi di malattia aumenta rapidamente in breve tempo. L’infezione si diffonde, dunque, in una popolazione costituita da un numero sufficiente di soggetti suscettibili. Spesso si riferisce al termine di epidemia con un aumento del numero dei casi oltre l’atteso in un particolare area e in uno specifico intervallo temporale.
  • Pandemica[12]; una pandemia designa la propagazione di una determinata malattia infettiva in molti paesi o continenti e può minacciare gran parte della popolazione mondiale.

Per diventare pandemico un virus influenzale deve possedere contemporaneamente una serie di caratteristiche:

  • Deve essere un sottotipo HA dell’influenza, assente nella popolazione umana per almeno una generazione che emerge (o riemerge).
  • Deve essere in grado infettare e replicarsi efficientemente negli esseri umani.
  •  Deve diffondersi facilmente e in maniera continua fra gli esseri umani.

[1] Definito in alcuni casi: “Paziente 0”.

[2] Il termine virus deriva dal latino e significa “veleno”.

[3] In un virus il capside è la struttura proteica che racchiude l’acido nucleico del virus e lo protegge dall’ambiente esterno.

[4] La strategia adottata dal virus per la replicazione del genoma varia a seconda del tipo di acido nucleico virale.

[5] Le zoonosi sono malattie infettive che si trasmettono dagli animali all’uomo, spesso serve un animale che funge da “intermediario” del virus rendendo il virus molto pericoloso poiché il sistema immunitario dell’individuo che contrae il virus non riesce a riconoscere l’agente infettante poiché è mutato geneticamente passando dall’animale che ha svolto la funzione di intermediario.

[6] Per esempio, il virus SARS-CoV trovato nel 2003in Cina è stato trasmesso dagli zibetti dell’Himalaya all’uomo.

[7] Il ministero della salute stima attualmente che vari fra 2 e 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni. La mediana è di 5,5 giorni.

[8] Il ministero della salute stima che circa 1 su 5 persone con COVID-19 si ammala gravemente e presenta difficoltà respiratorie, richiedendo il ricovero in ambiente ospedaliero.

[9] Un nuovo Coronavirus (nCoV) è un nuovo ceppo di coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell’uomo. In particolare, SARS-CoV-2 (precedentemente 2019-nCoV), non è mai stato identificato prima di essere segnalato a Wuhan, Cina, a dicembre 2019.

[10] Definito anche come “sindrome respiratoria acuta grave corona virus 2”.

L’istituto che si occupa della designazione e della denominazione dei virus è l’ICTV (International Committee on Taxonomy of Viruses).

[11] Appena un virus entra nell’organismo, ilsistema immunitario si attiva. Solitamente non è solo questa risposta che sconfigge l’infezione. Il vero lavoro lo svolge l’effetto “memoria” del sistema immunitario. Nello specifico quando un virus entra nell’organismo, i linfociti B si attivano e producono anticorpi specifici, delle proteine a forma di Y, che si attaccano alla superficie del virus, disattivandolo o segnalandolo ad altre cellule del sistema immunitario, che possono così riconoscere il corpo estraneo ed eliminarlo.

[12] La parola pandemia deriva dal greco “pandemos“, che significa “tutta la popolazione”.